lunedì 21 febbraio 2011

Come sbucciare una banana...



...ovvero: 'Come usare il carpooling'. Sì perchè, stringi stringi, il problema alla fine è lo stesso. Evidentemente all'uomo piace complicare ciò che è semplice.
Venerdì scorso s'è tenuto a Carpi, presso la Casa del Volontariato, l'incontro di presentazione di Jungo, un  modo innovativo di spostarsi, sfruttando le correnti di traffico ed i posti auto liberi che, come ognuno di noi può constatare, di certo non mancano. Il tasso di riempimento delle autovetture in Italia è, mediamente, di 120 persone per 100 auto, il che significa auto vuote. Jungo è in sostanza un po' carpooling, ed un po' autostop, ma con alcune pecurialità che lo contraddistinguono da entrambe. Non è comunque di Jungo che voglio parlare.
Il suo ideatore, l'avv. Enrico Gorini, ha di recente proposto in una scuola di Rimini, una soluzione per limitare il traffico delle ore di punta da e per la scuola. Un progetto che ha chiamato 'Genitoribus', e che consiste in sostanza in un semplice carpooling, il cui scopo è favorire l'incontro tra genitori che mandano i figli nella stessa scuola, per imbarcare su un unico mezzo più bambini che abitano nelle vicinanze tra loro.
Qualcuno mi ha fatto notare che un servizio simile esiste già anche a Modena, ed allora, perchè non estenderne l'uso anche alle nostre scuole?
Sul sito www.carpoolingmodena.it infatti si legge:

"Il servizio 'Car Pooling Modena' si pone l'obiettivo di favorire la condivisione dell'utilizzo del mezzo privato nei percorsi casa-lavoro da parte dei dipendenti di enti ed aziende della provincia di Modena i quali, partecipando all'iniziativa, avranno la possibilità di creare 'equipaggi' con altri colleghi o persone che effettuano quotidianamente percorsi casa-lavoro simili, utilizzando un'unica vettura privata messa a disposizione da un membro dell'equipaggio.
Il servizio 'Car Pooling Modena' è rivolto ai dipendenti di tutti gli enti o aziende aventi sede nella provincia di Modena che hanno aderito all'iniziativa.
Il servizio è promosso dalla Provincia di Modena, dal Comune di Modena e dall'Agenzia per la mobilità e il trasporto pubblico locale di Modena".

Prima di partecipare alla conferenza su Jungo, per avere qualche termine di confronto, ho cercato di  raccogliere alcuni dati rispetto a quest'iniziativa di carpooling a Modena. Uno dei responsabili del progetto, il tecnico Fabio Stampini dell'aMo, mi ha riferito che il progetto è stato avviato in dicembre e che è tutt'ora in fase di sperimentazione, ma sul numero degli iscritti ad oggi, non si sbottona. Sono dati che si sapranno al termine del trimestre di collaudo. Ho chiesto ancora, visto che il progetto è teoricamente rivolto a "tutti gli enti o aziende aventi sede nella provincia di Modena", se si è pensato di coinvolgere le scuole, ma la risposta è stata che le scuole rappresentano un problema diverso... quale, non ho capito.
Già che c'ero ho cercato anche qualche articolo di giornale sul servizio di car sharing a Carpi, giusto perchè rappresenta un'altra alternativa agli abituali spostamenti con mezzi privati.
Ed è così che sono risalito ad un articolo apparso su Voce il 30 gennaio 2010,  dal quale risulta che anche a Carpi, sempre Fabio Stampini, ha avuto l'incarico nel dicembre del 2009, di redigere un piano di spostamenti casa-lavoro per i dipendenti comunali, affinchè mettessero in pratica comportamenti virtuosi, fra cui, appunto, il carpooling.
La tempistica del piano prevedeva che, una volta acquisiti i dati, raccolti i questionari, fatti i report, il piano dovesse esser pronto per giugno/luglio, ed approvato dalla Giunta a settembre del 2010. Ad oggi, febbraio 2011, però, il piano è ancora in lavorazione.
Viene spontaneo chiedersi cosa occorre, ancora, affinchè il carpooling venga 'messo in funzione'? E' una domanda a cui non so trovare altra risposta che questa:
occorre qualcuno che si prenda la briga di far sapere che esiste e che ne promuova l'uso, non credo molto altro, ma se ciò non rispondesse al vero, vorrei che un addetto ai lavori mi spiegasse il perchè.
Come funzionerebbe per la scuola:
ci si registra al servizio online, ed il software abbina le persone che potrebbero condividere l'auto per trasportare i figli a scuola. Tutto lì.
Perchè non si fa?
Incapacità amministrativa? Mancanza di fondi? Burocrazia? Mancanza di volontà politica?... non so. Uno dei perchè, che non chiama direttamente in causa l'amministrazione, provo a metterlo sul piatto io:
se a Carpi si prova a chiedere ai ragazzi della scuola primaria e secondaria ed ai rispettivi genitori, se hanno una mailing list di classe, o se ce l'hanno i loro genitori e se di questa mailing list, per esempio, fanno parte anche gli insegnanti, la maggior parte di loro risponderà NO e più di uno vi guarderà in maniera strana. Finché il mondo della scuola, allievi e genitori, continueranno a comunicare tra loro attraverso pezzi di carta, sarà un po' difficile anche solo pensare cosa si potrebbe fare, utilizzando in maniera intelligente la rete.

BongoBon

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